Da S. Gervasio il viaggio è iniziato,
ma al ritorno nel nostro cuore qualcosa è cambiato.
Abbiamo visto piramidi, tombe e faraoni
ei nostri occhi si sono riempiti di emozioni.
Nei monasteri del deserto abbiamo scoperto
il silenzio, valore che manca al nostro tempo.
Mosè, il profeta, ci ha accompagnato
lungo la meta.
Nel buio della notte, con le torce in mano,
abbiamo iniziato la scalata piano, piano.
Il cielo, una trapunta di stelle,
ha ascoltato le nostre preghiere più belle.
E' stato bello e faticoso camminare,
ma ci ha sostenuto la fede e il desiderio
di arrivare.
Insieme ci siamo aiutati,
per non sentirci troppo affaticati.
E abbiamo sentito un legame profondo
tra noi e Colui che ha creato il mondo.
Tra le nuvole il sole è spuntato
e nel silenzio abbiamo contemplato
lo stupore di un nuovo giorno
splendere tutt'intorno.
I nostri cuori si sono illuminati
dall'amore di un Dio che da sempre ci ha amati
e come Mosè che scese dal monte con il volto splendente
anche noi siamo ritornati con una gioia avvolgente.
Il nostro pellegrinaggio è stato
molto più che un viaggio.
Di questo è Don Marcello che dobbiamo ringraziare
che la Parola di Dio ci ha fatto gustare.
L'A.T. l'abbiamo sentito
vivo in ogni momento.
Cullati dalle onde del Nilo, sulla feluca colorata
abbiamo assaporato la pace, a volte,
tanto sospirata.
E dal viaggio in carrozzella
abbiamo visto la realtà non solo bella,
ma quella della gente vera
che sta sulla strada dal mattino alla sera,
cercando un amico a cui comunicare:
"cavallo mangiare, euro dare".
E scoprire che la nostra felicità
ha contagiato anche questa umanità, così diversa
per cultura e religione,
ma con nel cuore la stessa canzone:
"Inshallà": Se Dio vuole!
Se Dio vuole, faremo altri viaggi, ancora insieme,
senza guardare l'età o la diversità, ma cercando solo
la fraternità.
(Sr. Stefania)
Pellegrini sulle orme di Dio: riflessione sul Pellegrinaggio al monte Sinai Salimmo su … tanto ch'i' vidi de le cose belle che porta 'l ciel …E quindi uscimmo a riveder le stelle (Inferno canto XXXIV, 136-139). “Sali verso di me sul monte e rimani lassù” (Es 24,12): è l’invito della voce misteriosa che dimora nella nostra intimità; e noi ci dirigiamo lentamente su per la cima del Gebel Musa per cercarvi qualche vestigio di Colui che viene e che verrà: il Dio vivente.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento